Tredici o quindici…che importa….il rugby è sempre rugby

Tredici o quindici…che importa….il rugby è sempre rugby

Intervista a Gianni Saraceno, Presidente del Comitato Siciliano della Lega Italia Rugby Football League.

Da qualche anno il rugby a 13, il Rugby League, è approdato nella nostra isola, grazie all’iniziativa di Pierluigi Gentile, ai tempi giocatore di massima serie (con le maglie di Amatori e San Gregorio), che decise di iniziare una attività di divulgazione di questa “variante” del rugby a 15. Variante che per tanti anni era stata considerata, a torto, una “semplificazione” del gioco, sfrondato dalle fasi statiche, al fine di renderlo un “prodotto” mediaticamente più fruibile da un pubblico anche di neofiti. Nella realtà la disciplina del rugby a 13 esalta diverse fasi del gioco e migliora le capacità, sia individuali che collettive, dei suoi praticanti, principalmente nei gesti tecnici del placcaggio e dell’uno contro uno.

L’attività incessante di Gentile nel riavvicinamento della Lega di rugby a XIII alla Fir ha visto il coronamento degli sforzi lo scorso aprile, quando il Consiglio Federale ha deliberato l’accoglimento della Lega Italia Rugby Football League all’interno della FIR.

Pochi giorni dopo la Nazionale di Lega, guidata da Ty Sterry, festeggiava sul campo la tanto agognata affiliazione, battendo al Tre Fontane di Roma la prestigiosa rappresentativa di B.A.R.A. (British Asian Rugby Association), in un incontro internazionale organizzato nell’ambito del WHITE RIBBON TROPHY, a sostegno della campagna internazionale contro la violenza sulle donne.

La Sicilia era ben rappresentata da due atleti della Syrako Rugby, Concetto d’Aquila e Camel El Gassaaoui.

La Syrako, compagine siracusana, insieme ai Briganti di Librino (Catania), è stata protagonista la scorsa stagione del girone siculo calabro, disputando la fase finale del campionato italiano con la semifinale contro i Magnifici Firenze.

Gianni Saraceno, giocatore del Syrako, è dallo scorso anno il Presidente del Comitato Regionale Siciliano.

Sin dai primi anni di attività ho sposato il progetto della Lega, sostenendo attivamente la primissima iniziativa regionale, gli Spartans, una franchigia che riuniva i giocatori delle varie società che disputavano la coppa Italia in Sicilia. Il contributo degli Spartans alla diffusione del rugby a XIII è innegabile e da questa esperienza si è provato, tra mille sforzi, di allargare le frontiere regionali del rugby League.

Quali sono le difficoltà maggiori?

Le difficoltà sono le medesime del rugby a 15, aggravate dalla “giovane età” della nostra disciplina. Carenze di impianti e risorse economiche esigue. La poca capillarità delle società sul territorio aggrava quest’ultimo aspetto, anche se devo dire che la Lega prova a supportare le società svantaggiate geograficamente mediante dei contributi per affrontare le fasi finali del campionato, che si svolgono in centro Italia. Il Comitato Siciliano si sta muovendo per cercare di attivare il maggior numero di società sul territorio. Stiamo studiando delle iniziative volte proprio a questo obiettivo. Va da sé che lo sviluppo passa anche e soprattutto attraverso una attività giovanile, che deve fungere da serbatoio per i campionati maggiori.

A parte il reclutamento, quali sono le iniziative sulle quali puntate?

Le azioni prioritarie, contestuali al reclutamento, sono quelle della formazione di tecnici e di arbitri, elementi entrambi essenziali per lo sviluppo del movimento. In contemporanea è necessaria la diffusione di una corretta “cultura” del rugby a XIII e sotto questo aspetto un grande contributo è arrivato dai mondiali appena vinti dalla Nuova Zelanda, durante i quali si sono messi in luce diversi atleti proveniente dal Rugby League, che hanno mostrato al mondo che non si tratta certo di una disciplina minore, anzi.. In Sicilia un grande input è stato dato dalle parole del Presidente del Comitato Regionale Siciliano ,Orazio Arancio, che ha accolto con grande entusiasmo il riconoscimento della FIR: Arancio, che ringrazio pubblicamente, ha scelto di dichiarare il suo sostegno all’iniziativa a mezzo di una nota stampa, che certamente ha molto giovato al nostro movimento.

Per quanto riguarda la formazione dei tecnici sia io che Concetto D’Aquila abbiamo frequentato a Londra il corso allenatori tenuto dall’allora commissario tecnico della nazionale Ty Sterry: l’obiettivo è quello di trasmettere sul territorio le conoscenza acquisite in attesa di poter organizzare una serie di incontri didattici in Italia e anche in Sicilia. Lo scorso anno abbiamo avuto il piacere di avere Serge Betsen a Roma , che ha tenuto un seminario sulle tecniche di difesa, incontro che ha visto la partecipazione di diversi tecnici provenienti da tutta Italia.

Come si svolgerà il prossimo campionato nel girone siculo calabro?

– Siamo in una fase di riorganizzazione globale, per cui al momento è praticamente impossibile delineare le modalità di svolgimento del prossimo campionato. Contiamo, attraverso una serie di iniziative, di aumentare il numero delle squadre siciliane e anche calabresi, ma allo stato attuale non mi sento di azzardare “numeri”. Sono certo comunque che il trend sarà positivo. Certamente contiamo molto sull’ organizzazione della Coppa Italia, nei mesi di Gennaio e Febbraio, con la formula a 9 giocatori, che permettera’ a tante squadre di partecipare con un numero di giocatori “ragionevole” durante un periodo di stop prolungato dei campionati in occasione del Sei Nazioni.

Umberto Bonaccorsi-ph.Mariagrazia Schiros